Replica al Prefetto Dott. Alessio Giuffrida

Di seguito la nostra replica al Dott. Alessio Giuffrida

(cliccare sull'allegato in fondo)

 

Risposta del Prefetto Dott.Alessio Giuffrida

Di seguito la risposta che il Prefetto Dott. Allessio Giuffrida ha reso alla Proloco Saltino Vallombrosa

 

Di seguito la lettera inviata dalla Proloco Saltino Vallombrosa al Prefetto Dott.Alessio Giuffrida per la questone migranti.

 

Reggello - Saltino (FI) , 27.02.2017

Ill.mo sig. PREFETTO della Provincia di F I R E N Z E

Dott. Alessio Giuffrida

 Via Cavour, 1

50129 Firenze

 

per conoscenza: Ill.mo sig. SINDACO del Comune di

 R E G G E L L O

Dott. Cristiano Benucci

 Piazza F.D.Roosvellt, 1

50066 Reggello (FI)

 

 

Ill.mo sig. ASSESSORE alle politiche sociali della REGIONE TOSCANA

 F I R E N Z E

Dott.sa Stefania Saccardi

 Via Alderotti, 26/a

50139 Firenze

 

Ill.mo sig. PRESIDENTE della Città Metropolitana di

 F I R E N Z E

Dott. Dario Nardella

 Via Cavour, 1

50129 Firenze

 

Ill.mo sig. PRESIDENTE della REGIONE TOSCANA

 F I R E N Z E

Dott. Enrico Rossi 

Piazza Duomo, 10

50122 Firenze

 

 Ill.mo sig. ASSESSORE alle attività produttive della REGIONE TOSCANA

 F I R E N Z E

Dott. Stefano Ciuoffo

 Via Luca Giordano 12, 13

50132 Firenze

 

Preg.mi ORGANI delle COMUNICAZIONE

dell’area di F I R E N Z E

 

Oggetto: Assegnazione dell’Accoglienza dei MIGRANTI e grave pregiudizio delle attività turistico-ricettive nel comprensorio di SALTINO-VALLOMBROSA (Reggello).

 

Il presente documento rappresenta la posizione ed è sottoscritto dalla totalità degli Operatori Economici del territorio identificabile come comprensorio turistico-ricettivo della Montagna Fiorentina di Saltino-Vallombrosa, nonché dalla localo Pro Loco.

Come notorio, detto Comprensorio costituisce un importante tassello della ricettività alberghiera nonché, più in generale, dell’attrattività turistica dell’area fiorentina, grazie alle caratteristiche climatiche (altitudine di mille metri, ricca di sorgenti), ambientali (la foresta protetta di Vallombrosa-Casentino), panoramiche (Saltino-Secchieta-Pratomagno), eno-gastronomici (vari ristoranti tradizionali di buon livello) e culturali (la millenaria Abbazia Benedettina di Vallombrosa). Tali caratteristiche hanno consentito la costituzione, nell’arco di un secolo e mezzo sino ad oggi, di una serie importante di imprese in vari settori legati direttamente o indirettamente, da un lato al fenomeno turistico in senso stretto, e dall’altro al fenomeno della villeggiatura climatico-ambientale, quest’ultima diventando prevalente negli ultimi tempi e con orientamento per una sua parte non trascurabile, alla clientela della terza età. Trattasi di imprese alberghiere, alcune di notevole dimensione, della ristorazione, del commercio, artigiane, che nel complesso restituiscono un ambiente unico di grande fascino per una clientela non certamente “mordi e fuggi”.

 

La condizione degli Operatori resta peraltro condizionata da un lato dall’attuale natura di “nicchia” della clientela servita (che d’altro canto ne rappresenta la caratteristica peculiare) e dall’altro dalla tendenza alla contrazione temporale della stagione turistica, accentuata dal perdurante periodo di crisi economica generale. Dunque, per ciascuno degli Operatori Economici resta di vitale importanza il poter fruire appieno ed in modo non condizionato da fattori esterni, di tutte le opportunità e per l’intero periodo dell’anno in cui possono suscitare un interesse commerciale. Come normalmente accade nel contesto della difficile e precaria economia di montagna, le chances offerte dal mercato consentono marginalità estremamente ridotte e periodi di concreta operatività non ampi; ciò tiene oramai da anni gli Operatori sul filo di una difficilissima compatibilità economica la quale, lungi dal consentire accantonamenti di riserve che possano permettere loro di affrontare e superare contingenze negative straordinarie, rende necessarie sempre e comunque gestioni non pregiudicate da fattori esogeni, per conseguirne quanto meno il dovuto equilibrio.

La chiusura di alcune storiche attività economiche negli ultimi anni sono la conferma della condizione di difficoltà vissuta in questa fase storica da tutti gli Operatori, né il comprensorio può adesso permettersi di perdere altri “pezzi” della propria proposta turistica, la quale deve essere necessariamente intesa come un complesso unitario di suggestioni e sollecitazioni, che solo ove presentino una gamma ampia e variegata, sono in grado di mantenere l’attrattività del luogo, nell’odierna competizione nel settore.

 

Dallo scorso settembre (peraltro a seguito di un provvidenziale rinvio invocato a gran voce dal Sindaco di Reggello, che in questa sede si intende ringraziare per il suo intervento), il territorio è stato oggetto della destinazione con carattere di emergenza da parte della Prefettura di un cospicuo contingente di migranti, normalmente superiore alle 100 unità, del tutto abnorme soprattutto se messo in relazione al numero dei residenti continuativi nella frazione che di fatto sono solo una ventina di unità. Ciò a seguito di una convenzione stipulata dalla Prefettura di Firenze con una cooperativa di Operatori, peraltro non del comprensorio, che li ha destinati ad essere accolti presso una storica struttura ricettiva presa in gestione in località Saltino (hotel L’Abetina), creando in tal modo una turbativa pesante e non tollerabile, in considerazione delle caratteristiche e delle peculiarità del luogo e dei suoi frequentatori, a tutto danno delle Attività Economiche che ivi si svolgono.

 

La disposizione prefettizia in questione è stata adottata per motivi emergenziali, della qual cosa si prende atto e non si intende in questa sede discutere o entrarvi nel merito. La convenzione con i gestori dell’Hotel L’Abetina ci risulta vada a naturale scadenza al 30 aprile 2017. Saranno passati pertanto molti mesi dal momento dell’originario provvedimento di emergenza: dunque le Pubbliche Autorità competenti hanno avuto il tempo più che ampiamente sufficiente per ricondurre entro i canali della governabilità ordinaria quel fenomeno della migrazione che, oramai è sotto gli occhi di tutti, debba essere considerato un fatto strutturale per la nostra epoca e non più emergenziale. Il che significa che è preciso dovere delle Autorità competenti la necessità di sistemare i migranti in modo organico e degno della nostra Alta Civiltà, quindi in modo da garantirne un’ospitalità adeguata e finalizzata all’integrazione. Necessita dunque l’impegno di tutte le Autorità competenti, che con la presente si intende sollecitare, affinché ciò avvenga anche per il Saltino! Altrimenti non rimarrà purtroppo che chiederne conto a chi, per evidente inazione o disattenzione nel lungo periodo avuto a disposizione (dal settembre 2016 all’aprile 2017) hanno di fatto stravolto la portata del fenomeno, facendo permanere in un limbo emergenziale un fenomeno che era loro preciso dovere ricondurre nell’alveo di una corretta gestione corrente. Né d’altra parte il fenomeno migratorio sta subendo particolari recrudescenze in questo periodo, permanendo in un flusso pressoché costante, quindi PREVEDIBILE, e conseguentemente governabile nell’ambito dell’ordinarietà.

 

E’ di tutta evidenza che la sistemazione dei migranti nell’Hotel L’Abetina NON PUO’, sin dai basilari livelli strutturale e dell’ubicazione, rispondere a tali finalità, peraltro ben indicate in apposite disposizioni del Ministero dell’Interno che ne definiscono ambiti e caratteristiche. La chiara evidenza di tale situazione è stata peraltro posta all’attenzione dell’opinione pubblica, addirittura a livello nazionale, da alcune indagini giornalistiche che ne hanno documentato, anche con immagini ed interviste di vivida eloquenza, l’inadeguatezza e la NON adeguabilità alle finalità previste, con conseguenti ripercussioni anche a livello politico nel Consiglio Regionale. La stessa Amministrazione Comunale di Reggello, nella persona del Sindaco, ha più volte e per quanto di propria competenza, sottolineato la non compatibilità dell’operazione con il contesto socio-economico del territorio, purtroppo non avendo sinora ottenuto concreto riscontro, se non per il citato breve rinvio dello scorso anno.

Come è possibile ipotizzare l’insorgere del voluto fenomeno dell’accoglienza “a fini di integrazione”, in una situazione di obbiettivo isolamento dei migranti? Il Saltino NON ha praticamente popolazione residente e NON è collegato con alcun mezzo di trasporto pubblico con il capoluogo comunale di Reggello: gli unici centri di una certa consistenza (Pontassieve e Firenze) sono collegate con un unico servizio di TPL su gomma con pochissime corse ed è evidente che nessuna integrazione può avvenire a distanza di decine di km. ed a 1.000 metri di dislivello, per di più coperti da una strada notoriamente disagevole e tortuosa, talvolta neppure transitabile in inverno! Non vi è Ufficio Postale. Non vi è alcuno sportello bancario. Non vi è neppure un Bamcomat. Non vi è la ASL. Non vi è presidio medico stabile in loco. Non vi è neppure una stabile farmacia. Non vi sono locali di pubblica acculturazione (cinema, teatri, sale riunioni, biblioteche, associazioni culturali, ecc.). Non vi sono uffici comunali. Non vi è la stazione dei Carabinieri. Non vi è la stazione dei Vigili Urbani. Non vi sono negozi stabili al di fuori di un bar e di uno spaccio di soli generi essenziali. Riteniamo che ciò (che pure non è esaustivo) sia più che sufficiente a dimostrare l’inidoneità del luogo alla funzione di integrazione dei migranti nel nostro tessuto sociale. Né è dimostrazione la condizione, che è sotto gli occhi di tutti, di assoluto disorientamento ed inanità dei migranti stessi: per ore ed ore di ogni giorno annoiati ed infreddoliti che si sdraiano su tutte le panchine del luogo e sui giochi per i bambini, nell’impossibilità di qualsivoglia rapporto di interazione! E poi, integrazione con chi? Con chi non c’è?!?!?! Né si può pensare di risolvere il problema con il personale dei servizi sociali che IN AUTO si inerpica per 600 metri di dislivello per una decina di km. da Reggello per andare ivi qualche ora ad insegnare la nostra lingua a questi migranti, distratti e demotivati dalla constatazione di non poterla utilizzare in concreto con nessun italiano, perché nessun italiano è stabilmente lì, e quindi condizionati mentalmente dalla preferenza a continuare ad esprimersi in inglese, lingua che quanto meno sono certi di poter utilizzare nel paese europeo nel quale hanno idea, prima o poi, di potervi andare a vivere!

 

A fronte di ciò si pone alla Vostra più attenta considerazione il fatto che le Attività Economiche locali subirebbero dall’eventuale proroga dell’accordo con i gestori dell’Abetina o un nuovo accordo con altra struttura in loco, un colpo durissimo, se non addirittura fatale per taluno, data la particolare natura della clientela alla quale si rivolgono, che in buona sostanza è la classe sociale più debole e timorosa ed anche, per ovvi motivi anagrafici, meno predisposta ad un rapido adeguamento alle nuove condizioni sociali imposte del fenomeno migratorio, la quale pertanto verrà PER CERTO fortemente disincentivata a scegliere il Saltino per il proprio soggiorno climatico. Di ciò gli Operatori Economici hanno piena contezza data la lentezza e la scarsità con la quale giungono le prenotazioni alberghiere, accompagnata dalla la titubanza, anche a livello di informazioni e richieste di chiarimenti, che manifestano anche i vecchi clienti in occasione dei consueti colloqui telefonici precontrattuali. Già un operatore del luogo, che per di più rappresentava un punto di aggregazione e di attrattiva di primaria importanza al Saltino, l’edicola-emporio “Daino Bianco”,  ha comunicato che NON procederà nel 2017 alla riapertura stagionale della propria attività a seguito della constatazione, già nella passata stagione (infatti, oltre all’Abetina da settembre, vi erano già da prima migranti anche in altre strutture del luogo) di un incremento importante delle vendite di tessere telefoniche da € 5,00 (quelle con margini quasi inesistenti, che è praticamente l’unico prodotto acquistato dai migranti) a fronte di un crollo delle vendite di libri, profumi, souvenir, abiti, ecc. che invece erano proprio quei generi che in precedenza ne garantivano il non certo agevole equilibrio economico: in pratica, la nuova clientela a marginalità “zero” ha di fatto allontanato quella clientela anziana, con tutta evidenza non ancora pronta psicologicamente ad accettare una così dirompente multi etnicità, quanto meno nella misura con la quale questa ha impattato sul Saltino, la quale comunque ne rappresentava la linfa vitale.

 

Si pone alla Vostra attenzione il fatto che il presente documento viene sottoscritto anche dal Presidente della Pro Loco Saltino-Vallombrosa, all’uopo autorizzato con specifico mandato dall’Assemblea dei soci tenutasi in data 26.02.2017, a testimonianza di come il temuto danno all’attrattività turistica ed all’immagine del comprensorio rappresenti una convinzione NON SOLO degli operatori economici, ma è condivisa ANCHE di tutti coloro che tengono a vario titolo allo sviluppo turistico del comprensorio: dai proprietari di case di villeggiatura, ai frequentatori (che poi sono i clienti stessi dei locali negozi), ai villeggianti nelle strutture alberghiere, ai tanti amanti della storia e della cultura che il luogo esprime, ecc. .

 

Alla luce di tutto quanto sopra, i sottoscritti Operatori Economici di Saltino-Vallombrosa DENUNCIANO alla S.V. Ill.ma lo stato di GRAVE ed addirittura ESIZIALE danno economico che potrebbe derivare loro da una nuova assegnazione di migranti a qualsivoglia struttura ricettiva del comprensorio, dato che come sopra dimostrato:

  1. Non sussistono più i presupposti di emergenza;

  2. Anche ove vi fossero de accogliere ulteriori contingenti di migranti l’Autorità avrebbe avuto il dovere, in virtù del tempo avuto a disposizione, di gestire il fenomeno in modo strutturale ed organizzato e non più con carattere di emergenzialità;

  3. Che non vi sono in loco i requisiti strutturali, sociali e contestuali per organizzare ivi forme di accoglienza finalizzate all’integrazione dei migranti;

  4. Che è dimostrato sin d’ora che una eventuale nuova assegnazione di migranti comporterebbe un danno gravissimo all’economia ed all’immagine del luogo;

  5. Che le necessità della già di per sé difficile economia di montagna nonché della particolare immagine del luogo costruita in tal senso nei secoli, sono incompatibili con politiche di accoglienza dei migranti nel comprensorio;

  6. Che tale danno non sarebbe in alcun modo né evitabile nè ammortizzabile da parte degli operatori del comprensorio, qualunque iniziativa potessero essi porre in essere, e pertanto tale danno deriverebbe esclusivamente dall’eventuale decisione delle Autorità competenti;

  7. Che il danno è diffuso anche oltre lo stretto ambito degli operatori economici;

  8. Che, per quanto sopra esposto ed alla luce delle inchieste giornalistiche diffuse addirittura a livello nazionale, non si può più accettabilmente affermare che il danno stesso non fosse prevedibile con l’ordinaria attenzione e diligenza.

 

Si richiede pertanto alla S.V. Ill.ma di non voler concedere alcuna proroga o rinnovo alla convenzione in atto con il gestore dell’Hotel L’Abetina, né procedere ad alcuna nuova assegnazione di migranti a qualunque titolo ed in favore di qualsivoglia altra struttura del comprensorio Saltino-Vallombrosa. Si fa presente che, ove non venisse tenuta in considerazione la presente richiesta, i sottoscrittori della stessa, basandosi sulle motivazioni sopra esposte, salvo se altre, si vedranno costretti loro malgrado ma per ineludibili e stringenti motivi economici, ad agire in ogni modo e sede siano loro consentiti dal nostro Ordinamento per evitare o vedersi risarcire dai responsabili i danni, che peraltro si preannunciano DI PESANTISSIMA ENTITA’ ECONOMICA e, si ritiene, di altrettanto facile ed inoppugnabile DIMOSTRABILITA’, così come la responsabilità di chi avrebbe potuto evitarli con comportamenti e decisioni di ordinaria diligenza amministrativa.

 

Auspicando che la Sua sensibilità alle obbiettive problematiche esposte La possa indurre a scelte in linea con i nostri desiderata, ringraziandoLa anticipatamente, porgiamo deferenti ossequi.